Ricevuta per affitti brevi: fac-simile e cosa scrivere
Se affitti casa per brevi periodi da privato, non emetti una fattura: senza partita IVA, l'operazione è fuori campo IVA. Ma se l'ospite ti paga direttamente (bonifico, contanti, un'app che non trattiene nulla per te) e ti chiede una prova del pagamento, quello che fai è una ricevuta (anche detta quietanza). Vediamo cosa deve contenere, quando serve la marca da bollo e un fac-simile pronto.
In breve
- Il privato in cedolare secca non emette fattura: se serve una prova del pagamento, fa una ricevuta (o quietanza), un documento più semplice.
- Nella ricevuta vanno i dati di chi affitta e di chi paga, l'immobile, il periodo del soggiorno, l'importo e la data.
- Se l'importo supera 77,47 €, sulla ricevuta va applicata una marca da bollo da 2 € (regola generale sulle quietanze, non specifica degli affitti brevi): lo dice l'Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello 129/2024.
- Se è il portale (Airbnb, Booking) a incassare per te, è lui a rilasciare la ricevuta di pagamento all'ospite: tu di solito non devi farne una tua per quell'incasso.
- Conserva le ricevute che fai insieme alle altre carte della tua attività di locatore (contratto, comunicazioni con gli ospiti, certificazioni delle ritenute): ti servono se il Fisco ti chiede conto degli incassi dichiarati.
Perché serve una ricevuta
Un affitto breve non ha sempre bisogno di un contratto scritto e registrato (ne parliamo nella guida contratto per affitti brevi: serve?), ma il pagamento è un fatto: se l'ospite paga te direttamente, è normale che ti chieda — o che tu gli offra — una prova scritta di quanto ha versato e per cosa. Serve a lui (per esempio per una nota spese di lavoro) e serve a te, come promemoria di quanto hai incassato da quel soggiorno quando prepari la dichiarazione dei redditi.
Non è un documento fiscale come una fattura: è una semplice dichiarazione scritta di aver ricevuto una somma, firmata da chi la riceve.
Cosa scrivere nella ricevuta
Per essere completa e chiara, una ricevuta di affitto breve dovrebbe indicare:
- Dati del locatore (chi affitta): nome, cognome, codice fiscale, indirizzo.
- Dati dell'ospite (chi paga): nome e cognome (bastano quelli che hai già comunicato con Alloggiati Web).
- L'immobile: indirizzo completo e, se ce l'hai, il CIN (ne parliamo nella guida CIN: dove esporlo).
- Il periodo del soggiorno: data di arrivo e di partenza (o il numero di notti).
- L'importo ricevuto, in cifre e possibilmente in lettere.
- La causale: per esempio "corrispettivo per il soggiorno dal ... al ...", specificando se è un acconto o un saldo.
- Il luogo e la data in cui rilasci la ricevuta.
- La tua firma.
Il bollo da 2 euro sopra i 77,47 €
Qui la regola non è specifica per gli affitti brevi: vale per qualsiasi ricevuta o quietanza rilasciata come documento a sé, fuori dal campo IVA. La Tariffa allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642 (la legge sull'imposta di bollo) include tra i documenti soggetti a bollo le "ricevute e quietanze rilasciate dal creditore [...] a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria", con un'imposta di 2 euro per esemplare.
L'Agenzia delle Entrate, rispondendo a un interpello su un caso analogo (risposta n. 129/2024), ha confermato che l'imposta non è dovuta solo se la somma non supera 77,47 euro (i vecchi 150.000 lire), a meno che la ricevuta sia rilasciata a saldo per un importo inferiore al debito originario senza indicare gli acconti già ricevuti, o per una somma indeterminata: in quei casi il bollo si applica comunque.
In pratica, per un affitto breve pagato direttamente dall'ospite:
- fino a 77,47 €: nessuna marca da bollo;
- oltre 77,47 €: applica una marca da bollo da 2 € sull'originale che consegni all'ospite, con una data uguale o precedente a quella della ricevuta.
Se invece il pagamento passa da un portale che incassa per te, è il portale a occuparsi della propria ricevuta verso l'ospite: qui parliamo del caso in cui sei tu a rilasciare il documento.
Attenzione: se dividi un incasso in più ricevute (per esempio un acconto e un saldo) senza richiamare le ricevute precedenti, il bollo può essere dovuto anche se ogni singola ricevuta è sotto soglia. Nel dubbio sui casi non lineari, chiedi conferma a un commercialista.
Quando la ricevuta la fa il portale, non tu
Se lavori con Airbnb, Booking o un'altra piattaforma che incassa il pagamento dell'ospite, è la piattaforma a rilasciargli la ricevuta o la fattura del pagamento fatto tramite il suo sistema: tu ricevi un rendiconto o un bonifico dell'importo che ti spetta, spesso al netto della commissione e della ritenuta d'acconto del 21% (ne parliamo nella guida Certificazione Unica locazioni brevi). In questo caso non serve che tu emetta una tua ricevuta per lo stesso incasso.
La ricevuta fatta da te serve quando incassi direttamente: bonifico sul tuo conto, contanti alla consegna delle chiavi, o qualunque pagamento che non passa dalle casse del portale.
Fac-simile di ricevuta per affitto breve
Puoi copiare questo schema e compilarlo con i tuoi dati (i campi tra parentesi quadre vanno sostituiti):
RICEVUTA DI PAGAMENTO
Il/la sottoscritto/a [Nome e Cognome], C.F. [codice fiscale],
in qualità di locatore dell'immobile sito in [indirizzo completo]
(CIN [codice, se presente]),
DICHIARA
di aver ricevuto da [Nome e Cognome dell'ospite]
la somma di € [importo in cifre] (euro [importo in lettere])
a titolo di [acconto / saldo] per il soggiorno
dal [data arrivo] al [data partenza] ([numero] notti).
[Luogo], [data]
Marca da bollo € 2,00
(solo se l'importo supera € 77,47)
Firma del locatore
_________________________
Alcuni accorgimenti pratici:
- Fai due copie (una per te, una per l'ospite) o conserva una foto/scansione di quella firmata.
- Se il pagamento è avvenuto in più tranche, richiama nella ricevuta finale gli acconti già ricevuti: evita contestazioni e chiarisce a che punto è il bollo.
- Scrivi l'importo anche in lettere, oltre che in cifre: riduce il rischio di contestazioni o correzioni successive.
Conservazione
Conserva le ricevute che rilasci insieme alle altre carte della tua attività di host: il contratto o la conferma di prenotazione, le comunicazioni Alloggiati Web, le eventuali certificazioni delle ritenute dei portali. Sono la prova a supporto degli incassi che dichiari con la cedolare secca. Non esiste una regola specifica sulla durata di conservazione della sola ricevuta d'affitto: per prudenza, tienile per lo stesso periodo in cui possono arrivarti controlli sulla dichiarazione dei redditi — chiedi conferma dei termini esatti al tuo CAF o commercialista.
Checklist rapida
- ☐ So distinguere quando fa la ricevuta il portale (incassa lui) e quando la faccio io (incasso diretto)
- ☐ Ho tutti i dati da mettere: locatore, ospite, immobile, periodo, importo, data
- ☐ Ho controllato se l'importo supera 77,47 € (marca da bollo da 2 €)
- ☐ Se ho ricevuto acconti, li richiamo nella ricevuta di saldo
- ☐ Conservo una copia insieme alle altre carte fiscali dell'affitto
Domande frequenti
La ricevuta sostituisce il contratto? No. Il contratto (anche solo una conferma scritta delle condizioni) regola l'accordo; la ricevuta prova che un pagamento è avvenuto. Sono due cose diverse, e nella pratica quasi sempre servono entrambe.
Devo indicare l'IVA sulla ricevuta? No: come privato senza partita IVA, l'operazione è fuori dal campo di applicazione dell'IVA. La ricevuta non è un documento IVA.
Se dimentico la marca da bollo, cosa rischio? È un'irregolarità fiscale che puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso. Per l'importo esatto della sanzione e come regolarizzare, rivolgiti a un CAF o a un commercialista: non è materia che vale la pena affrontare da soli.
Serve una ricevuta anche per un soggiorno di una notte? Solo se te la chiede l'ospite o se incassi tu direttamente e vuoi tenerne traccia. Non è un obbligo automatico per ogni notte, ma è buona pratica farla ogni volta che incassi fuori dal portale.
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Leggi anche: contratto per affitti brevi: serve?, Certificazione Unica locazioni brevi e cedolare secca affitti brevi 2026.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, Risposta a interpello n. 129 del 5 giugno 2024 — "l'articolo 13, comma 1 della Tariffa allegata al [...] d.P.R., dispone che l'imposta si applica nella misura di 2 euro per ogni esemplare, per le [...] ricevute e quietanze rilasciate dal creditore [...] a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria"; soglia di esenzione a 77,47 € salvo i casi di quietanza a saldo senza richiamo degli acconti o per somma indeterminata
- Normattiva, DPR 26 ottobre 1972, n. 642, testo consolidato — Tariffa allegata, art. 13 e nota 2 (soglia dei 77,47 €)
Contenuto informativo aggiornato a settembre 2026, non è consulenza legale o fiscale: per il calcolo esatto della tua situazione rivolgiti a un CAF o a un commercialista. Testi preparati con l'aiuto di un'intelligenza artificiale e rivisti sulle fonti ufficiali indicate.